Sanzioni per mancato adeguamento alle misure anti-covid

Sanzioni per mancato adeguamento alle misure anti-covid

L’emergenza epidemiologica Covid-19 ha costretto il governo ad attuare una serie di misure per le imprese, volte a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori contro attacchi epidemiologici.


Secondo il D.lgs. n. 81/2008 il datore di lavoro è tenuto a garantire l’integrità fisica e la personalità morale dei propri dipendenti, nonché detiene la responsabilità di tutelare i lavoratori anche contro gli agenti biologici, come il Covid-19.
Il 14 marzo 2020, inoltre, è stato sottoscritto da Governo e Parti sociali il
Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19.

Il protocollo condiviso

Il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro è un accordo che mira a promuovere la riapertura delle attività commerciali e delle imprese, mettendo in totale sicurezza la salute dei lavoratori, con le dovute precauzioni da adottare nei luoghi di lavoro. Le indicazioni sono state suggerite dal comitato tecnico-scientifico e dal Ministero della Salute.
Il suddetto protocollo altro non è che un documento in cui il datore di lavoro, con i suoi collaboratori o dipendenti, prende atto e firma insieme a loro la visura e l’attuazione delle misure per il contrasto e il contenimento del Covid-19, sollevandosi da ogni responsabilità.

Rischi e sanzioni in caso di mancato adeguamento

I datori di lavoro i quali non adottino i piani di intervento previsti dal Protocollo vanno incontro ad una serie di rischi.
Come citato dal D.Lgs. 81/2008 il datore di lavoro è tenuto a
“informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione”. In caso di violazione di tale obbligo, art. 18 lett. i del suddetto D. Lgs, il datore di lavoro può incorrere a sanzioni amministrative che vanno da 1.315,20€ a 15.000,00€.

Sul tema sicurezza dei lavoratori e Covid-19, nel caso di lavoratore contagiato esso potrebbe sostenere che il datore di lavoro si è rivelato inadempiente rispetto all’attuazione delle misure “necessarie a tutelare l’integrità psico-fisica del lavoratore nello svolgimento della non prevista prestazione”; secondo quanto citato dall’art. 2087 c.c. sulla Tutela delle condizioni di lavoro.
Il tale caso spetta al datore di lavoro dare prova di aver fatto quanto possibile per tutelare la salute del proprio lavoratore. Risulterebbe impossibile fornire tale prova in assenza di
Protocollo Condiviso.

Qualora venga condizionato l’intero ambiente di lavoro, profilando una situazione di scarsa tutela per tutti i lavoratori, può considerarsi responsabilità penale del datore di lavoro per i reati definiti dagli artt. 589 e 590 del Codice penale, ovvero lesioni personali colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, fino alla possibilità dell’omicidio colposo in caso di decesso del lavoratore).

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